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Biografia

 

Biografia - Versione Italiana

Biografia breve - Versione Italiana


Biography - English Version

Short Biography - English Version

 

Rassegna stampa

 

“….’Racconti Controvento’ è un disco dispensatore di atmosfere e di poesia. Poesia priva di inutili tensioni e ricca di orizzonti languidi che ci invitano a riflettere sull’inutilità di tanto jazz italiano. E’ il disco che avrei sempre sognato di fare- incontro di ance e di mantici fisiologici e artigianali - che si materializza leggero e soave per volontà di Max De Aloe, uno dei più sensibili autori del jazz italiano moderno”
Gianandrea Pasquinelli – “Bluestime”

 

“…L’armonica jazz è ancora una bestia abbastanza rara ma Max De Aloe sa come domarla. De Aloe ottiene un suono particolarmente dolce dall’armonica. Una timbrica affascinante e un po’ uniforme e priva di vibrato quasi come la voce di Chet Baker.”
Jason Bivins – “Cadence Magazine” New York

 

“…è un cd che fa bene al cuore per un giovane jazzista italiano altamente consigliato. Lo scrivo spesso e lo ribadisco anche in questa occasione: fatelo venire a suonare nel jazz club della vostra città...”
Marco Crisostomi – Audioreview

 

“….C’è un mistero nel cuore del sound di Max De Aloe e nelle profonde radici del suo approccio armonico al jazz che è impenetrabile. il suo è un disco importante in ogni sua parte e quasi certamente farà sì che ognuno ascoltandolo riconsidererà all’armonica un ruolo a pieno titolo nel jazz..”
Thom Jurek – “All Music Guide”-USA

 

“…Immaginazione e ricordi si confondono grazie a questa musica vellutata, discreta all’occorrenza, lirica e mutevole. Capace di incantare scivolando tra il silenzio e le stelle. Qualità che appartengono a Max De Aloe, bizzarro inventore, all’armonica cromatica, di melodie che sembrano fluttuare nel tempo..”
Davide Ielmini – Corriere della Sera – 11.09.02

 

“…De Aloe piega le particolarità tecniche di uno strumento “controvento” ad esigenze espressive precise: suona con quasi totale assenza di vibrato, dipana assoli in cui a serpentine e grappoli di note preferisce i “racconti”: cioè uno sviluppo narrativo, naturalmente incline ad un lirismo brumoso, allusivo. Ma la sorpresa di questo album è di aver unito all’armonica la fisarmonica, quella di Gianni Coscia, in un sodalizio timbrico tra i più rari della storia del jazz…”
Pietro Mazzone – Il Giornale della Musica – gennaio 2003

 

“…devo confessare quanto abbia apprezzato i grandi De Aloe e Coscia, che in ‘L’anima delle cose’ credo tocchino veramente alti livelli….è un duo , secondo me, esportabile in qualsiasi Paese del Mondo, per professionalità e capacità evocative; tra i massimi esponenti del loro strumento, non solo a livelli europei…”
Bruno Pollacci – “Anima Jazz” – aprile 2003

 

“…Ottimo musicista con alle spalle collaborazioni molto significative con artisti del calibro di Mike Melillo o Don Friedman, De Aloe nel suo nuovo cd riprende il discorso iniziato insieme a Gianni Coscia con il loro precedente e pluricelebrato lavoro "Racconti Controvento". L'incontro fra armonica e fisarmonica ha nella dinamica e nei colori una forza esplosiva, così come nelle sonorità più marcatamente popolari o etniche l'interplay prettamente jazzistico emerge nitido e fresco…Disco dalle mille sfaccettature e dai mille suoni, "L'anima delle cose" contiene fra le sue tracce un gioiello a sorpresa: la voce del poeta Giuseppe Conte recitare quattro sue liriche che si sviluppano su una suite musicale dove la musica è contorno e centro.”
Antonello Mura –Il Secolo XIX - 23 agosto 2003

 

“……Attenzione, ‘L’anima delle cose’ è un disordinato e bellissimo disco di jazz italiano. Non fate come il curatore di questa colonna, il quale riceve centinaia di dischi che non riesce mai ad ascoltare. Salvo poi accorgersi, come gli è capitato un sabato mattina con questo "L'anima delle cose" dell'armonicista Max De Aloe, che trattasi di gioiellino. Dire jazz è sbagliato. E' più un disco di musica popolare italiana. De Aloe, che qui suona con il fisarmonicista Gianni Coscia, va seguito con attenzione”.
Chris Rocca – Il Foglio – 4 ottobre 2003

 

“..Jazz inteso come fantasia espressiva, un disco immaginato per sopportare ricordi ed emozioni in grande quantità. “L’anima delle cose” potremmo dire che è un disco biografico,all’interno del quale si sovrappongono esperienze personali, classici amati come Django Reinhardt, Steve Swallov, Bill Evans e la poesia dell’amico Giuseppe Conte.Musica avvolgente, calda, trasportata dal suono così raro dell’armonica cromatica, dove c’è spazio per ballare e per chiudere gli occhi, per dondolare e sognare…”
JazzIt Magazine – settembre/ottobre 2003

 

“La passione e l’originalità dell’Italia si sente molto con il quartetto di De Aloe nel cd “L’anima delle cose.“L’alchimia di armonica e fisarmonica è perfetta per dare vere emozioni e De Aloe e Coscia fanno un esemplare lavoro in questo contesto. Tracce di tango s’insinuano nell’intero progetto per formare un ponte naturale con il sound della musica popolare italiana. L’elemento jazz non è perso in mezzo a tutta questa espressività e i musicisti si spostano con facilità e perizia in quest’area come un abito di moda senza cuciture.Mescolano le loro calde improvvisazioni paghi di sviluppare un’atmosfera di rilassato romanticismo impreziosito da momenti di vero slancio. La musica trabocca con calore dai fuochi che bruciano in De Aloe e Coscia e con l’aiuto dei loro compagni fanno musica per toccare le corde del cuore di innamorati giovani e meno giovani”.
Frank Rubolino – “Cadence Magazine” – New York – settembre 2003

 

“..Prima o poi doveva capitare. Che la musica di Max De Aloe avrebbe potuto incontrarsi con la poesia poteva essere presagibile….La sensibilità compositiva di Max De Aloe paragonabile a quella di un poeta che coglie un'immagine, un ricordo e lo traduce in poesia. Il risultato è assolutamente gradevole e offre l'opportunità di ascoltare una buona musica, eseguita molto bene, rilassati e senza doversi porre tanti interrogativi, sintonizzandosi con la sensibilità di questo musicista e delle sue composizioni. Il suono dell'armonica cromatica risulta ottimamente integrato con quello della fisarmonica di Gianni Coscia che si mostra partner altrettanto sensibile nel supportare ogni evoluzione di De Aloe cogliendo però sempre l'opportunità di prodursi in piacevoli soli…”
Marco Losavio – Jazzitalia – Ottobre 2003

 

“….al Museo di Storia Contemporanea di Milano suonerà questa sera Barbara Casini affiancata dall’armonicista Max De Aloe. In equilibrio tra il mondo del jazz e quello della musica d’autore brasiliana, la musicista toscana si è rivelata con il trio Outro Lado, e ha poi lavorato a lungo con Stefano Bollani ed Enrico Rava. Il dialogo musicale con De Aloe, sofisticato improvvisatore, promette un concerto di classe”.
Claudio Sessa – “Il Corriere della Sera” – 5 luglio 2005

 

“…Sono due le cose che principalmente trasmette un concerto di Max De Aloe: per primo l’originalità e in secondo luogo  la capacità di comunicare al pubblico che quello che viene eseguito sul palco non è routine ma divertimento anche per il musicista. L’armonica, strumento molto spesso complementare, diventa regina e rivela potenzialità che molti fra gli spettatori probabilmente non avevano mai pensato esistessero. Questo, grazie a una verve molto latina, nel senso più esteso del termine. L’assenza di vibrato si accompagna a una narrazione musicale che esce dagli schemi di certo jazz per abbracciare territori musicalmente di frontiera, che regalano sonorità affascinanti. L’artista di Busto Arsizio, già allievo di Willi Burger, è da tempo impegnato in una serie di progetti musicali di grande originalità….”
Massimo Del zoppo – “La Stampa” –Luglio 2005

 

“…Sono due le cose che principalmente trasmette un concerto di Max De Aloe: per primo l’originalità e in secondo luogo la capacità di comunicare al pubblico che quello che viene eseguito sul palco non è routine ma divertimento anche per il musicista. L’armonica, strumento molto spesso complementare, diventa regina e rivela potenzialità che molti fra gli spettatori probabilmente non avevano mai pensato esistessero. Questo, grazie a una verve molto latina, nel senso più esteso del termine. L’assenza di vibrato si accompagna a una narrazione musicale che esce dagli schemi di certo jazz per abbracciare territori musicalmente di frontiera, che regalano sonorità affascinanti. L’artista di Busto Arsizio, già allievo di Willi Burger, è da tempo impegnato in una serie di progetti musicali di grande originalità….”
Massimo Del zoppo – “La Stampa” –Luglio 2005
“..’L’anima delle cose” è dunque un lavoro che afferma una sua impulsività rappresentativa dove una commistione di elementi trova la finalizzazione nel suono istintivo e sanguigno del suo ideatore, Max De Aloe…”
Francesco Peluso – Fedeltà del Suono”- Ottobre 2005

 

“…e quando max imbraccia la fisarmonica non si può non tornare con la mente e le orecchie a un grande maestro della fisarmonica e della contaminazione tra jazz e musica etnica: Richard Galliano, al quale sicuramente De Aloe si ispira ormai da molti anni, riuscendo comunque a distanziarsene con grande creatività unendo sonorità tipiche della nostra penisola e la sua conoscenza assoluta del grande jazz mainstream….”
Diego D’Angelo – “Jazz Convention” – maggio 2006

 

“….De Aloe ha raccolto l’eredità di Bruno De Filippi, ed è l’armonicista italiano più richiesto ed attivo. Non solo, è anche compositore fine ed organizzatore sonoro….e con questo album (Crocevia) è arrivato al suo capolavoro…..”
Lauro Tamburi – “Jazz Magazine” n. 54 - maggio 2007

 

"...Il Max De Aloe Quartetto Crocevia si pone con autorevole sicurezza tra le sorprese più interessanti del 2006. Un organismo quasi biologicamente controllato in cui – proprio come in un Crocevia – confluiscono, s’incrociano e si fondano le quattro anime musicali di altrettanti fuoriclasse del jazz italiano".
Vincenzo Martorella - direttore “JazzIt” – dicembre 2006

 

“…bella musica e ciò non è poco, destinata ad intelligenti malinconie e raffinate solitudini.”
Antongiulio Zimarino – Jazzconvention 2006

 

“….Max De Aloe è multistrumentista capace e aperto a differenti influenze: lo si può ascoltare etereo e rituale o rigoroso e tradizionale….”
“Il suono” – Federico Scoppio - 2007

 

“…La formazione del cd che proprio come in un crocevia musicale fonde esperienze e talenti di caratura europea è composta da quattro bravissimi musicisti, tutti autentici virtuosi del loro strumento.  Un disco consigliato a chi ama le armonie dilatate e le atmosfere rarefatte ma anche a chi al jazz chiede di essere affascinato da soluzioni autentiche, spontanee e sincere…”.
Fabrizio Poggi – “Folk Bulletin” giugno 2007

 

“…La formazione del cd che proprio come in un crocevia musicale fonde esperienze e talenti di caratura europea è composta da quattro bravissimi musicisti, tutti autentici virtuosi del loro strumento. Un disco consigliato a chi ama le armonie dilatate e le atmosfere rarefatte ma anche a chi al jazz chiede di essere affascinato da soluzioni autentiche, spontanee e sincere…”. Fabrizio Poggi – “Folk Bulletin” giugno 2007
“…Considerato ormai da anni uno dei migliori armonicisti a livello mondiale, Max De Aloe non è un musicista che ama sfornare molti lavori discografici.’Crocevia’ è come al solito, per chi conosce la musica di De Aloe, un malinconico viaggio, ricco di sfumature, richiami, amori, ma soprattutto sempre venato di una struggente tristezza, che a tratti lascia senza fiato. Oltre al leader, nel disco suonano Bebo Ferra, Riccardo Fioravanti e Stefano Bagnoli, tutti musicisti non solo straordinari, ma anche navigati e che fanno parte di una generazione che ha scritto la storia e la crescita del nostrano Jazz…”
Giorgio Coppola – recensione Crocevia – www.giorgiocoppola.it

 

“..Nel suo blog Max De Aloe scrive di sé, si apre in prima persona lasciando la musica a lato, raccontandosi con una scrittura confidenziale e diretta tipica dei nuovi "diari" virtuali che stanno arricchendo la rete. Il musicista-blogger attacca e spunta recensioni con errori clamorosi (grazie!!), non perde occasione per rispondere a domande di curiosi ed allievi legate, quasi esclusivamente, al suo strumento, continuazione naturale del suo fiato. Scrive con ammirazione, devozione, passione di altri musicisti, di colleghi ascoltati con attenzione come un maestro che è in grado di sentirsi non ancora arrivato…La musica di De Aloe è forse la sua lezione più alta, capace di esprimere non solo la tecnica, ma soprattutto la passione e l'intensità di una vita spese per raccontare l'arte di un soffio, lontana, molto lontana dall'antico e dal desueto perché capace di esprimere le atmosfere del quotidiano e di inserirsi e comunicarsi attraverso la tecnologia di una rete, meno fredda anche grazie ad un ‘respiro di jazz’...
Alessandro Armando - Jazzitalia - 2007

 

 
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