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Biografia - Versione Italiana
Rassegna stampa
“….’Racconti Controvento’
è un disco dispensatore di atmosfere e di poesia. Poesia priva
di inutili tensioni e ricca di orizzonti languidi che ci invitano a riflettere
sull’inutilità di tanto jazz italiano. E’ il disco
che avrei sempre sognato di fare- incontro di ance e di mantici fisiologici
e artigianali - che si materializza leggero e soave per volontà
di Max De Aloe, uno dei più sensibili autori del jazz italiano
moderno”
“…L’armonica jazz è ancora una bestia
abbastanza rara ma Max De Aloe sa come domarla. De Aloe ottiene un suono
particolarmente dolce dall’armonica. Una timbrica affascinante e
un po’ uniforme e priva di vibrato quasi come la voce di Chet Baker.”
“…è un cd che fa bene al cuore per un giovane
jazzista italiano altamente consigliato. Lo scrivo spesso e lo ribadisco
anche in questa occasione: fatelo venire a suonare nel jazz club della
vostra città...”
“….C’è un mistero nel cuore del sound
di Max De Aloe e nelle profonde radici del suo approccio armonico al jazz
che è impenetrabile. il suo è un disco importante in ogni
sua parte e quasi certamente farà sì che ognuno ascoltandolo
riconsidererà all’armonica un ruolo a pieno titolo nel jazz..”
“…Immaginazione e ricordi si confondono grazie
a questa musica vellutata, discreta all’occorrenza, lirica e mutevole.
Capace di incantare scivolando tra il silenzio e le stelle. Qualità
che appartengono a Max De Aloe, bizzarro inventore, all’armonica
cromatica, di melodie che sembrano fluttuare nel tempo..”
“…De Aloe piega le particolarità tecniche
di uno strumento “controvento” ad esigenze espressive precise:
suona con quasi totale assenza di vibrato, dipana assoli in cui a serpentine
e grappoli di note preferisce i “racconti”: cioè uno
sviluppo narrativo, naturalmente incline ad un lirismo brumoso, allusivo.
Ma la sorpresa di questo album è di aver unito all’armonica
la fisarmonica, quella di Gianni Coscia, in un sodalizio timbrico tra
i più rari della storia del jazz…”
“…devo confessare quanto abbia apprezzato i grandi
De Aloe e Coscia, che in ‘L’anima delle cose’ credo
tocchino veramente alti livelli….è un duo , secondo me, esportabile
in qualsiasi Paese del Mondo, per professionalità e capacità
evocative; tra i massimi esponenti del loro strumento, non solo a livelli
europei…”
“…Ottimo musicista con alle spalle collaborazioni
molto significative con artisti del calibro di Mike Melillo o Don Friedman,
De Aloe nel suo nuovo cd riprende il discorso iniziato insieme a Gianni
Coscia con il loro precedente e pluricelebrato lavoro "Racconti Controvento".
L'incontro fra armonica e fisarmonica ha nella dinamica e nei colori una
forza esplosiva, così come nelle sonorità più marcatamente
popolari o etniche l'interplay prettamente jazzistico emerge nitido e
fresco…Disco dalle mille sfaccettature e dai mille suoni, "L'anima
delle cose" contiene fra le sue tracce un gioiello a sorpresa: la
voce del poeta Giuseppe Conte recitare quattro sue liriche che si sviluppano
su una suite musicale dove la musica è contorno e centro.”
“……Attenzione, ‘L’anima delle
cose’ è un disordinato e bellissimo disco di jazz italiano.
Non fate come il curatore di questa colonna, il quale riceve centinaia
di dischi che non riesce mai ad ascoltare. Salvo poi accorgersi, come
gli è capitato un sabato mattina con questo "L'anima delle
cose" dell'armonicista Max De Aloe, che trattasi di gioiellino. Dire
jazz è sbagliato. E' più un disco di musica popolare italiana.
De Aloe, che qui suona con il fisarmonicista Gianni Coscia, va seguito
con attenzione”.
“..Jazz inteso come fantasia espressiva, un disco immaginato
per sopportare ricordi ed emozioni in grande quantità. “L’anima
delle cose” potremmo dire che è un disco biografico,all’interno
del quale si sovrappongono esperienze personali, classici amati come Django
Reinhardt, Steve Swallov, Bill Evans e la poesia dell’amico Giuseppe
Conte.Musica avvolgente, calda, trasportata dal suono così raro
dell’armonica cromatica, dove c’è spazio per ballare
e per chiudere gli occhi, per dondolare e sognare…”
“La passione e l’originalità dell’Italia
si sente molto con il quartetto di De Aloe nel cd “L’anima
delle cose.“L’alchimia di armonica e fisarmonica è
perfetta per dare vere emozioni e De Aloe e Coscia fanno un esemplare
lavoro in questo contesto. Tracce di tango s’insinuano nell’intero
progetto per formare un ponte naturale con il sound della musica popolare
italiana. L’elemento jazz non è perso in mezzo a tutta questa
espressività e i musicisti si spostano con facilità e perizia
in quest’area come un abito di moda senza cuciture.Mescolano le
loro calde improvvisazioni paghi di sviluppare un’atmosfera di rilassato
romanticismo impreziosito da momenti di vero slancio. La musica trabocca
con calore dai fuochi che bruciano in De Aloe e Coscia e con l’aiuto
dei loro compagni fanno musica per toccare le corde del cuore di innamorati
giovani e meno giovani”.
“..Prima o poi doveva capitare. Che la musica di Max
De Aloe avrebbe potuto incontrarsi con la poesia poteva essere presagibile….La
sensibilità compositiva di Max De Aloe paragonabile a quella di
un poeta che coglie un'immagine, un ricordo e lo traduce in poesia. Il
risultato è assolutamente gradevole e offre l'opportunità
di ascoltare una buona musica, eseguita molto bene, rilassati e senza
doversi porre tanti interrogativi, sintonizzandosi con la sensibilità
di questo musicista e delle sue composizioni. Il suono dell'armonica cromatica
risulta ottimamente integrato con quello della fisarmonica di Gianni Coscia
che si mostra partner altrettanto sensibile nel supportare ogni evoluzione
di De Aloe cogliendo però sempre l'opportunità di prodursi
in piacevoli soli…”
“….al Museo di Storia Contemporanea di Milano
suonerà questa sera Barbara Casini affiancata dall’armonicista
Max De Aloe. In equilibrio tra il mondo del jazz e quello della musica
d’autore brasiliana, la musicista toscana si è rivelata con
il trio Outro Lado, e ha poi lavorato a lungo con Stefano Bollani ed Enrico
Rava. Il dialogo musicale con De Aloe, sofisticato improvvisatore, promette
un concerto di classe”.
“…Sono due le cose che principalmente trasmette un concerto di Max De Aloe: per primo l’originalità e in secondo luogo la capacità di comunicare al pubblico che quello che viene eseguito sul palco non è routine ma divertimento anche per il musicista. L’armonica, strumento molto spesso complementare, diventa regina e rivela potenzialità che molti fra gli spettatori probabilmente non avevano mai pensato esistessero. Questo, grazie a una verve molto latina, nel senso più esteso del termine. L’assenza di vibrato si accompagna a una narrazione musicale che esce dagli schemi di certo jazz per abbracciare territori musicalmente di frontiera, che regalano sonorità affascinanti. L’artista di Busto Arsizio, già allievo di Willi Burger, è da tempo impegnato in una serie di progetti musicali di grande originalità….”
“…Sono due le cose che principalmente trasmette
un concerto di Max De Aloe: per primo l’originalità e in
secondo luogo la capacità di comunicare al pubblico che quello
che viene eseguito sul palco non è routine ma divertimento anche
per il musicista. L’armonica, strumento molto spesso complementare,
diventa regina e rivela potenzialità che molti fra gli spettatori
probabilmente non avevano mai pensato esistessero. Questo, grazie a una
verve molto latina, nel senso più esteso del termine. L’assenza
di vibrato si accompagna a una narrazione musicale che esce dagli schemi
di certo jazz per abbracciare territori musicalmente di frontiera, che
regalano sonorità affascinanti. L’artista di Busto Arsizio,
già allievo di Willi Burger, è da tempo impegnato in una
serie di progetti musicali di grande originalità….”
“…e quando max imbraccia la fisarmonica non si
può non tornare con la mente e le orecchie a un grande maestro
della fisarmonica e della contaminazione tra jazz e musica etnica: Richard
Galliano, al quale sicuramente De Aloe si ispira ormai da molti anni,
riuscendo comunque a distanziarsene con grande creatività unendo
sonorità tipiche della nostra penisola e la sua conoscenza assoluta
del grande jazz mainstream….”
“….De Aloe ha raccolto l’eredità
di Bruno De Filippi, ed è l’armonicista italiano più
richiesto ed attivo. Non solo, è anche compositore fine ed organizzatore
sonoro….e con questo album (Crocevia) è arrivato al suo capolavoro…..”
"...Il Max De Aloe Quartetto Crocevia si pone con autorevole
sicurezza tra le sorprese più interessanti del 2006. Un organismo
quasi biologicamente controllato in cui – proprio come in un Crocevia
– confluiscono, s’incrociano e si fondano le quattro anime
musicali di altrettanti fuoriclasse del jazz italiano".
“…bella musica e ciò non è poco,
destinata ad intelligenti malinconie e raffinate solitudini.”
“….Max De Aloe è multistrumentista capace
e aperto a differenti influenze: lo si può ascoltare etereo e rituale
o rigoroso e tradizionale….”
“…La formazione del cd che proprio come in un crocevia musicale fonde esperienze e talenti di caratura europea è composta da quattro bravissimi musicisti, tutti autentici virtuosi del loro strumento. Un disco consigliato a chi ama le armonie dilatate e le atmosfere rarefatte ma anche a chi al jazz chiede di essere affascinato da soluzioni autentiche, spontanee e sincere…”.
“…La formazione del cd che proprio come in un
crocevia musicale fonde esperienze e talenti di caratura europea è
composta da quattro bravissimi musicisti, tutti autentici virtuosi del
loro strumento. Un disco consigliato a chi ama le armonie dilatate e le
atmosfere rarefatte ma anche a chi al jazz chiede di essere affascinato
da soluzioni autentiche, spontanee e sincere…”. Fabrizio Poggi
– “Folk Bulletin” giugno 2007
“..Nel suo blog Max De Aloe scrive di sé, si
apre in prima persona lasciando la musica a lato, raccontandosi con una
scrittura confidenziale e diretta tipica dei nuovi "diari" virtuali
che stanno arricchendo la rete. Il musicista-blogger attacca e spunta
recensioni con errori clamorosi (grazie!!), non perde occasione per rispondere
a domande di curiosi ed allievi legate, quasi esclusivamente, al suo strumento,
continuazione naturale del suo fiato. Scrive con ammirazione, devozione,
passione di altri musicisti, di colleghi ascoltati con attenzione come
un maestro che è in grado di sentirsi non ancora arrivato…La
musica di De Aloe è forse la sua lezione più alta, capace
di esprimere non solo la tecnica, ma soprattutto la passione e l'intensità
di una vita spese per raccontare l'arte di un soffio, lontana, molto lontana
dall'antico e dal desueto perché capace di esprimere le atmosfere
del quotidiano e di inserirsi e comunicarsi attraverso la tecnologia di
una rete, meno fredda anche grazie ad un ‘respiro di jazz’...
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